Può iniziare la nuova vita di Piccoli alla Fiorentina. Ma per ora è stato un flop
Una rete ogni 469' in Serie A è un rendimento tutt'altro che da centravanti. Tempo al tempo, per i bilanci, per le bocciature, ma questi primi mesi di Roberto Piccoli (tanti auguri, oggi è il suo compleanno!) alla Fiorentina sono stati tutt'altro che un successo. Il 2001 di Bergamo non è mai riuscito a incidere. Non va meglio in Conference League, la media è un gol (e ne ha fatto uno solo...) ogni 310' in campo.
E' riuscito a segnare soltanto all'undicesima in un 2-2 contro il Genoa, la rete nella penultima sfida di Serie A vinta dalla Fiorentina per 2-1 contro il Bologna poteva sembrare per lui un nuovo inizio, una ripartenza. L'alba di un nuovo giorno in Viola. Macché. L'ultima contro il Cagliari, il peso del passato che ritorna, ha palesato tutte le sue difficoltà. I suoi limiti? Presto per dirlo ma è certo che Piccoli riempie poco l'area, lega poco il gioco, cerca troppo il fallo (anche vistosametne, senza riuscirci) e soprattutto non incide. Mai.
Prende 5 nella pagella di TMW anche per la sfida contro il Cagliari e neanche è il primo. Che succede? Perché al momento del suo arrivo a Firenze, in molti eravamo sicuri o quasi che i Viola sarebbero stati la piazza perfetta per lui. Per il salto in avanti, per le caratteristiche, per la fiducia, per un allenatore (Stefano Pioli) capace di far rendere i numeri 9. Poi Paolo Vanoli, che lo ha messo anche più vicino alla porta, eppure il rendimento non è cambiato. Qualche spunto, qualche picco, ma mai costante. Ha tempo (e qualità) per ribaltare la situazione. Ma presto che è tardi...











